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Bolta Vincenzo. Nuova-York (1 maggio 1877).

Cossa Luigi prof. di Economia politica nella R. U. Pavia (9 giugno 1878). Schupfer Francesco prof. di Storia del Diritto nella R.U. Roma (17 aprile 1880). Bodio Luigi direttore della Statistica generale (4 dicembre 1881).

Gabba Francesco prof. di Filosofia del Diritto nella R. U. Pisa (15 dicembre 1881).

Corrispondenti stranieri

FILOLOGIA, ARCHEOLOGIA E STORIA

von Arneth Alfredo. Vienna (21 febbraio 1876).

de Longpérier Adriano. Parigi (6 maggio 1876).
Renan Ernesto. Parigi (11 luglio 1876).

Müller Massimiliano. Oxford (16 gennaio 1877).
Brunn Enrico. Monaco (id.).

Freeman Edoardo. Londra (id.).

Madwig Gio. Nicola. Copenhagen (4 febbraio 1877).
Rawlinson Creswick Enrico. Londra (id.).

Renier Leone. Parigi (id.).

Bancroft Giorgio. Washington (1 maggio 1877).

Paris Gastone. Parigi (9 giugno 1878).

Delisle Leopoldo. Parigi (17 giugno 1878).
Buecheler Francesco. Bonn (25 giugno 1878).

Stephani Ludolfo. Pietroburgo (2 luglio 1878).

von Sybel Enrico. Berlino (id).

Waddington Guglielmo Enrico. Parigi (17 aprile 1880).
Jordan Enrico. Königsberg (1 maggio 1880).

Dozy Rainardo. Leida (2 luglio 1880).

Newton Carlo. Londra (9 luglio 1880).

SCIENZE FILOSOFICHE E MORALI

S' Hilaire Bartolomeo. Parigi (21 febbraio 1876).

Simon Giulio. Parigi (6 maggio 1876).

Frank Adolfo. Parigi (9 giugno 1878).

Janet Paolo. Parigi (17 aprile 1880).

Ulrici Ermanno. Halle (16 maggio 1880).

Fischer Kuno. Heidelberg (4 dicembre 1881).

SCIENZE SOCIALI E POLITICHE

Roscher Guglielmo. Lipsia (21 febbraio 1876).

Schulze Delitzsch Ermanno. Berlino (6 maggio 1876).
Summer Maine Enrico. Oxford (11 luglio 1876).

Colmeiro Manuele. Madrid (4 febbraio 1877).

de Laveleye Emilio Luigi Vittorio. Liegi (id.).

Wells David Ames. Norwich, Connecticut (1 maggio 1877). von Jhering Rodolfo. Gottinga (id.).

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Socio nazionale
Gozzadini Giovanni

Socî stranieri
Daubrée Gabriele Augusto
Gregorovius Ferdinando

Corrispondenti nazionali

Dimissione

Ferrero Annibale

Koerner Guglielmo

corrisp. str. dal 2 luglio

S.

8.

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S.

C.

n.

S.

S.

C.

n.

S. S.

C.

n.

S.

C.

n.

Elezioni avvenute dal 1 dicembre 1880.

17 dicembre 1881. Moleschott Giacomo c. n. dal 9 giugno 1872.

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1880

1875

Bodio Luigi

Gabba Francesco

Corrispondenti stranieri

Fischer Kuno

Taine Ippolito

von Stein Lorenzo

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Comunicazioni delle quali fu desiderata la pronta pubblicazione e che giunsero al Presidente dopo la chiusura dell'Accademia e prima del fine del settembre (').

1. Personale accademico.

Si ebbe la dolorosa notizia della morte dei seguenti Socî:

PADULA FORTUNATO Senatore; direttore della r. scuola d'Applicazione per gl'Ingegneri di Napoli. Corrispondente nazionale nella Classe di scienze fisiche, matematiche e naturali dal 9 giugno 1872. Morì il 29 giugno 1881.

LOTZE RODOLFO ERMANNO. Gottinga. Corrispondente straniero nella Classe di scienze morali, storiche e filologiche dall' 11 luglio 1876. Morì il 1 luglio 1881. GIRAUD CARLO. Parigi. Corrispondente straniero nella Classe di scienze morali storiche e filologiche dal 9 giugno 1878. Morì il 15 luglio 1881.

SELMI FRANCESCO; professore di Chimica farmaceutica nella r. Università di Bologna. Corrispondente nazionale dal 4 dicembre 1870. Morì il 13 agosto 1881. 2. Invio di Memorie da sottoporsi al giudizio di Commissioni.

VIPARELLI MICHELE. Livello altimetrico e planimetrico per uso delle ferrovie.
AMADUCCI. Il freno di Prony e il contatore dei giri.

3. Relazioni di Commissioni.

Matematica - 1. BATTAGLINI, relatore, e CREMONA. Sopra la Memoria del prof. RICCARDO DE PAOLIS, intitolata: Sui fondamenti della geometria proiettiva. « La Memoria del prof. Riccardo DE PAOLIS, Sui fondamenti della Geometria proiettiva, contiene in prima una dimostrazione di un teorema nei sistemi armonici di elementi, per mezzo del quale, secondo Staudt, si può stabilire la condizione di proiettività delle forme fondamentali di 1a specie: l'autore dimostra in modo rigoroso come, essendo dati tre elementi di una forma di 1a specie, col determinare successivamente dei quarti armonici si può pervenire ad un elemento della forma che coincida con un elemento dato, o si avvicini ad esso per quanto si vuole. In seguito l'autore fa vedere come si divida un argomento in parti armoniche, relativamente ad una data origine, come si costruiscano le serie e le scale armoniche, ed infine come mediante queste costruzioni si giunga a stabilire una corrispondenza univoca tra gli elementi di una forma fondamentale di 1a specie ed i numeri reali (razionali ed irrazionali); si trova così la condizione necessaria e sufficiente per la proiettività di due gruppi di quattro elementi, espressa dall' eguaglianza dei loro rapporti

anarmonici.

(') L'Accademia in adunanza generale del 5 dicembre 1875 approvò che nelle ferie accademiche si potessero pubblicare le comunicazioni giunte al Presidente delle quali fosse stata chiesta la sollecita pubblicazione.

TRANSUNTI

VOL. VI.

2

<< Lo scritto del De Paolis è condotto con rigore ed accuratezza, e può prendere posto tra i lavori notevoli, con i quali diversi Geometri hanno cercato di stabilire i fondamenti della geometria proiettiva. Si propone perciò che la Memoria del De Paolis sia inserita negli Atti dell'Accademia ».

2. BATTAGLINI, relatore, e CREMONA. Sulla Memoria del prof. RICCARDO DE PAOLIS, dal titolo: Sopra alcune principali forme invariative della superficie di 3° ordine. « L'autore determina da principio sei sistemi di coordinate che si presentano in una notevolissima figura costituita da 15 piani, 15 punti e 20 rette; figura già studiata da altri geometri nelle ricerche sull' esagrammo di Pascal: in seguito l'autore espone le relazioni di questa figura con alcune superficie di 2o grado, e. discute un sistema di esaedri e di esagoni determinati dalla figura medesima. Premesso ciò l'autore partendo dalla forma canonica dell'equazione di una superficie di 3o grado, riferita al pentaedro di Sylvester, fa vedere come vi siano 6 superficie di 3° ordine, e 6 superficie di 3a classe che determinano una stessa figura di piani, punti e rette, analoga a quella precedentemente considerata; indi studia le Hezziane di queste superficie, alcuni tra i principali controvarianti e covarianti della superficie di 3° ordine, ed in particolare un connesso lineare. La Memoria del De Paolis, contiene molti ed interessanti risultati nuovi, tanto relativamente a proprietà geometriche, quanto a trasformazioni algebriche. Il suo lavoro è ben degno di essere approvato e pubblicato; e si propone perciò che venga inserito negli Atti dell'Accademia ».

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3. BELTRAMI, relatore, e RAZZABONI. Sopra la Memoria del prof. DAVIDE BESSO, intitolata: Alcune proposizioni sulle equazioni differenziali lineari.

<< La Memoria del sig. prof. dott. Besso, sebbene non consideri la teoria delle equazioni differenziali lineari sotto il punto di vista che richiama al dì d'oggi l'attenzione dei più valenti geometri d'ogni parte d'Europa, ha tuttavia il pregio di ricapitolare sotto enunciati semplici e generali molti e svariati teoremi, e di revocare ai loro principî più semplici parecchie proprietà e parecchie trasformazioni conosciute. Così l'autore trova una via facile e piana per mettere in luce alcune recenti ricerche di Hermite e di Brioschi sopra certe equazioni particolari.

<< Il lavoro del sig. prof. Besso, redatto in forma breve e precisa, costituisce un utile complemento alla teoria classica delle equazioni differenziali lineari, e come tale può essere opportunamente inserito negli Atti dell'Accademia ».

Geologia STOPPANI, relatore, e SCACCHI. Sopra la Memoria del dott. GuGLIELMO TERRIGI, intitolata: Le formazioni vulcaniche del bacino romano.

« L'autore si propone di trattare specialmente dell'origine dei diversi depositi, e in modo particolare di quella dei tufi vulcanici dei dintorni di Roma, in base ai dati pratici da lui raccolti nello studio delle diverse sezioni del terreno praticate, per motivo d'edilizia, in questi ultimi tempi.

<< Dopo breve introduzione (51), piglia in esame dapprima (52) il taglio praticato dal Genio militare per la costruzione del forte Troiani sulla destra del Tevere nella località di Monte Verde. Descrive minutamente i sedimenti che compongono

il terreno sottostante al vulcanico, e li ritiene, per la mancanza di fossili marini, molto probabilmente d'origine alluvionale. Segue la descrizione dei depositi vulcanici, altrettanto varî e numerosi, d' indole detritica, che hanno colmato delle depressioni orografiche, che si discernono ancora benissimo nella descritta sezione. I tufi vulcanici hanno tutta l'aria di essere il prodotto di eruzioni subaeree, nè alcun indizio vi si scopre che siano state menomamente rimestati dall'azione delle acque. Queste ed altre osservazioni interessanti, fatte nelle vicinanze, mostrano che vi furono diverse successive eruzioni, per cui si formarono dei depositi, sovrapposti l'uno all'altro, di natura più o meno diversa, senza nulla di mezzo che lasci supporre un rimestamento operato dalle acque negli intervalli di pace.

<< Il § 3 versa sulle formazioni vulcaniche nella contrada di Tor di Quinto alla tomba dei Nasoni. Di molto interesse è la scoperta, tra le sabbie sviluppatissime di quella località, di uno strato a diatomee, che attestano indubbiamente esser stato il deposito originato in seno ad acque dolci e stagnanti. Aggiungansi nelle vicinanze sabbie abbondanti di conchiglie lacustri, onde un complesso di terreni fluviali e lacustri, coperto da un deposito di tufi vulcanici dello spessore di 20 metri. Altri tufi vulcanici però sottostanno alle sabbie fluviali e lacustri, ed hanno per base un terreno che, all'aspetto, può ritenersi un antico terriccio, cioè un primitivo suolo vegetale.

« Il fatto di questo intercalamento fluviale-lacustre, aggiunto all' altro appena citato di foglie e tronchi d'alberi involti nel tufo vulcanico di Grotta Rossa, se non distrugge le idee generalmente ricevute circa l'origine sottomarina dei tufi della campagna romana, vale certamente a modificarle e ad impedirne la soverchia generalizzazione. Dimostrano infatti i dati riferiti che, anteriormente al deposito di tutti, od almeno d'una gran parte degli espandimenti classici dei vulcani romani, esistevano nei dintorni di Roma almeno dei lembi di terra già asciutta e coperta di vegetazione, e più evidentemente ancora un littorale in via di prosciugamento, dove ebbero luogo i fenomeni che sogliono operarsi dalle acque dei fiumi, delle lagune e dei laghi. I tufi vulcanici poi rappresentano piogge di sabbie e di cenere, o correnti di fango vulcanico, che riempirono le depressioni, ed intesero fin d'allora a produrre quel suolo che sopra sì vasta area si distende sotto il nome di campagna romana.

<< Le formazioni vulcaniche, esistenti sulla Via Prenestina fino al cratere Gabino, sono descritte nel § 4. Risulta che le lave e i fanghi, dipendenti da quel cratere, furono eruttati da un vulcano subaereo, e non ebbero nulla a patire dall'azione

del mare.

<< Segue, colle stesse conclusioni il § 5, nel quale si studiano brevemente le formazioni vulcaniche di campo Verano presso Portonaccio, continuandosi (§ 6) con quelle presso Ponte Mammolo (Mammea).

«Forse più d'ogni altro interessante è il § 6, che riguarda le formazioni vulcaniche presso S. Agnese alla Sedia del Diavolo. La successione dei depositi di tufo sotto forma di vere colate o correnti distinte; la forma colonnare o basaltica spiccatissima degli stessi tufi, e la impronta dei cosidetti pavimenti basaltici sulla superficie inferiore delle correnti che ricoprono le altre; la sovrapposizione della serie tufacea vulcanica a depositi contenenti ossami di grossi pachidermi; la serie

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