Billeder på siden
PDF
ePub

Portimi un Dio di Baia a i gentil Seggi,
O ne verdi ritiri d'Umbria traggami,
Ove i Ponenti eterna han residenza.
Tutte stagioni lor pompa profondono,
Germogli, e frutti, e fiori insieme allegano,
E in gaia confusion sta l? anno tutto.

Glorie immortali in mia mente rivivono,
Combatton nel cuor mio ben mille affetti,
Allorache di Roma l' esaltate
Bellezze giu giacersi io ne discuopro,
Magnificenti in Moli di ruine.
D'Anfiteatro una stupenda altezza
Di terror mi riempie, e di diletto,
Che Roma ne suoi pubblici spettacoli
Dispopolava, e Nazioni intere
Agiatamente in suo grembo capia.
Passanvi i Ciel Colonne aspre d’intaglio,
Di Trionfo superbi Archi là sorgono,
U de prischi Roman l' immortal opre
Dispiegate alla vista ognor rinfacciano
La vile loro tralignata stirpe.
Qui tutti i fiumi lascian giu lor piani,
Per aerei condotti in alto corrono.

Sempre a novelle Scene mia vagante
Musa sì si ritragge, e muta ammira
L' alto spettacol d' animate Rupi,
Ove mostrò scalpel tutta sua forza,
Ed in carne addolcì scabroso sasso.
In solenne silenzio, in maestade
Eroi stannosi, e Dei, e Roman Consoli
Torvi Tiranni in crudeltà famosi,
E Imperadori in Pario Marmo accigliansi ;
Mentre Dame brillanti, a cui con umile
Servitù stan soggetti, ognora mostrano
I vezzi, che gli altieri cuor domaro.

Volentieri io vorria di Raffaele
Contar l'arte divina, e far vedere
Gl immortali lavori nel mio verso.
Là ve da mista forza d'ombre, e luce
Nuova creazion sorge a mia vista,
Tai celesti figure escon da suo
Pennello, e i mesticati suoi colori

Bear me, some god, to Baia’s gentle seats,
Or cover me in Umbria's

green

retreats;
Where western gales eternally reside,
And all the seasons lavish all their pride :
Blossoms, and fruits, and flowers together rise,
And the whole year in-gay confusion lies.

Immortal glories in my mind revive,
And in my soul a thousand passions strive,
When Rome's exalted beauties I descryl
Magnificent in piles of ruin lie.
An amphitheatre's amazing height
Here fills my eye with terror and delight,
That on its public shows unpeopled Rome,
And held uncrowded nations in its womb;
Here pillars rough with sculpture pierce the skies ;
And here the proud, triumphal arches rise,
Where the old Romans deathless acts displayed,
Their base, degenerate progeny upbraid :
Whole rivers here forsake the fields below,
And wondering at their height through airy channels flow

Still to new scenes my wandering muse retires, And the dumb show of breathing rocks admires; Where the smooth chisel all its force has shown, And softened into flesh the rugged stone. In solemn silence, a majestic band, Heroes, and gods, and Roman consuls stand; Stern tyrants, whom their cruelties renown, And emperors in Parian marble frown; While the bright dames, to whom they humble sued, Still show the charms that their proud hearts subdued.

Fain would I Raphael's godlike art rehearse, And show the immortal labours in my verse,

Descry,] i, e. I discern, discover, distinctly survey. We use a less specific verb in conjunction with lie, as, “I see Rome's beauties lie in ruin;” not, I descry them lie.

? Where the old Romans deathless acts displayed,] i. e. where the deathless acts of the old Romans being displayed—a line doubly obscure, and therefore doubly faulty. If the latter fault may be excused, the former cannot; for when a plural noun is used, in what is called the genitive case, it requires to be preceded by its sign, the preposition of: above all, when the termination (as is generally the case of our plural nouns) is in s.

[blocks in formation]

Caldi di vita così ne sfavillano,
Di soggetto in soggetto, d'un segreto
Piacer preso, e infiammato attorno io giro
Tra la soave varietà perduto.
Mio strabilito spirto qua confondono
Arie vezzose in circolanti note
Passeggianti, e in sonori labirinti.
Cupole, e Templi s'alzan la in distanti
Vedute, ed in Palagi aperti, ed ampli
A celebrargli invitano la Musa.

Come indulgente Cielo adornò mai
La fortunata terra, e sovra quella
Versò benedizioni a piena mana !
Ma che vaglion le lor dovizie eterne,
Fioriti monti, e soleggiate rive
Con tutti don, che Cielo, e Suol compartono,
I risi di Natura, e i vezzi d'Arte,
Mentre altiera Oppression regna in sue Valli,
E Tirannia suoi Pian felici usurpa ?
Il povreo Abitante mira indarno
Il rosseggiante Arancio, e 'l pingue Grano,
Crescer dolente ei mira ed oli, e vini,
E de mirti odorar l'ombra si sdegna.
In mezzo alla Bontà della Natura
Maledetto languisce, e dentro a cariche
Di vino vigne muore per la sete.

O Libertà, o Dea Celeste, e Bella !
Di ben profusa, e pregna di diletto!
Piaceri eterni te presente regnano.
Guida tuo gaio tren lieta dovizia
Vien nel suo peso Suggezion piu lieve;
Povertà sembra allegra in tua veduta;
Fai di Natura ill viso oscuro gaio;
Doni al Sole bellezza, al giorno gioia.

Te Dea, te la Britannia Isola adora,
Come ha sovente ella ogni ben suo esausto,
E

spesso t' ha di morte in campi cerco !
Niuno pensa il tuo possente pregio
A troppo caro prezzo esser comprato.
Puo sopra esteri monti il Sole i grappoli
Per dolce sugo maturare a vino;

Where from the mingled strength of shade and light
A new creation rises to my sight,
Such heavenly figures from his pencil flow,
So warm with life his blended colours glow.
From theme to theme with secret pleasure tost,
Amidst the soft variety I'm lost:
Here pleasing airs my ravisht soul confound
With circling notes and labyrinths of sound;
Here domes and temples rise in distant views,
And opening palaces invite my muse.

How has kind Heaven adorned the happy land,
And scattered blessings with a wasteful hand!
But what avail her unexhausted stores,
Her blooming mountains and her sunny shores,
With all the gifts that heaven and earth impart,
The smiles of nature, and the charms of art,
While proud oppression in her valleys reigns,
And tyranny usurps her happy plains ?
The
poor

inhabitant beholds in vain
The reddening orange and the swelling grain:
Joyless he sees the growing oils and wines,
And in the myrtle’s fragrant shade repines :
Starves, in the midst of nature's bounty curst,
And in the loaden vineyard dies for thirst.

O Liberty, thou goddess heavenly bright,
Profuse of bliss, and pregnant with delight!
Eternal pleasures in thy presence reign,
And smiling plenty leads thy wanton train;
Eased of her load, subjection grows more light,
And poverty looks cheerful in thy sight;
Thou mak'st the gloomy face of nature gay,
Giv'st beauty to the sun, and pleasure to the day.

Thee, goddess, thee, Britannia's isle adores;
How has she oft exhausted all her stores,
How oft in fields of death thy presence sought,
Nor thinks the mighty prize too dearly bought!
On foreign mountains

may

the sun refine The grape's soft juice, and mellow it to wine,

Di boschi di cedrati ornare il suolo,
Gonfiar la grassa oliva in flutti d'olio;
Non invidiamo il piu fervente Clima
Dell' Etere piu dolce in dieci gradi;
Di nostro Ciel maledizion non duolmi,
Ne a Noi in capo Pleiadi ghiacciate,
Corona Libertà la Britann'Isola,
E fa sue steril bianche rupi ridere.

Le torreggianti Moli altrui dilettino,
E le superbe ambiziose Cupole,
Un gentil colpo a una vil tela dare,
Od insegnar Sassi animati a vivere.
D’Europa sul destin vegliar Britannia
Ha cura, e bilanciar gli Emuli Stati;
Di
guerra

minacciare arditi Regi;
Degli afflitti Vicini udire i preghi.
Dano, e Sveco attaccati in fiere Allarme
Di lor armi pietose benedicono
La prudente Condotta, e 'l buon Governo.
Tosto che poi le nostre Flotte appaiono,
Cessano tutti i lor spaventi, e in Pace
Tutto il Settentrional Mondo si giace.

L'ambizioso Gallo con segreto
Tremito vede all' aspirante sua
Testa mirar di lei il Gran Tonante,
E volentieri i suoi divini Figli
Vorrebbe disuniti

per

straniero
Oro, o pur per domestica contesta.
Ma acquistare, o dividere in van provasi,
Cui l'arme di Nassò, e’l senno guida.

Del nome acceso, cui sovente ho trovo
Remoti Climi, e lingue risonare,
Con pena imbriglio mia lottante Musa,
Che ama lanciarsi in piu ardita prova.

Ma io di già hovvi turbato assai,
Ne tentar oso un piu sublime Canto.
Più dolce Thema il basso verso chiedemi,
Fioriti prati, o gorgoglianti rivi,
Mal proprio per gli Eroi : che i Carmi eterni
Qual di Virgilio, o Vostri onorar debbono.

« ForrigeFortsæt »